Autore Topic: COMUNICAZIONE, CREATIVITÀ, CALMA E FIDUCIA: CON LA RABBIA IL SISTEMA NON SI CAMB  (Letto 610 volte)

massimo franceschini

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Un nuovo soggetto politico deve tenere bene a mente certi fattori 

Scrivo da sempre in favore di un’assunzione di responsabilità individuale, collettiva ed istituzionale, volta ad operare uno sforzo di conoscenza ed attuazione di quei principi universali che ritengo il punto più alto raggiunto dalla politica: i 30 Diritti Umani.
Ultimamente ho contribuito alla scrittura del programma politico del “4Polo”.
Chi mi legge sa che nello scrivere su questi temi non mi esimo certo dal denunciare le macro storture della politica e le ingiustizie sociali causate, in ultima analisi, dal sistema lobbistico finanziario privato in mano a poche famiglie e “logge” che controlla l’Occidente e che sta tentando di controllare il resto del mondo.

Nel fare questo cerco di attenermi a certi criteri anche se, preso dalla foga o dalla “passione”, ammetto di non riuscirci sempre.
Vorrei perciò mettere qui l’attenzione su un aspetto della comunicazione più basilare rispetto al contenuto.

In ciò che scrivo cerco sempre di fare attenzione a due fattori che ritengo della stessa importanza, se non superiori al contenuto, strettamente legati fra loro: la consapevolezza di chi legge è il primo, la “propositività costruttiva” il secondo.

Dato che gli argomenti in questione sono di interesse generale e, potenzialmente, alla portata di tutti, ritengo che il rispetto verso il lettore implichi necessariamente un dovere da parte di chi scrive di parlare ad un livello comprensibile ai più, nella forma e nella “sostanza”.

Ciò non vuol dire che la forma debba essere “elementare” ma non tener conto del generale decadimento culturale, dell’inefficienza della scuola e del conseguente analfabetismo funzionale di molti, può rendere inefficace il messaggio che si vuol trasmettere perché “non pervenuto”.

Sono convinto che la critica ed il “rigetto” verso certe tematiche da parte di molti derivi, oltre al fatto di dover superare la realtà artificiosa propagata su certi argomenti dai media mainstream e dalle istituzioni scolastiche anche universitarie, da una più o meno fondamentale incomprensione di alcuni termini specifici dei vari argomenti o, addirittura, della stessa lingua italiana, anche basilari.

Occorre quindi, secondo me, che nello scrivere e nel parlare riguardo la necessità di una diversa politica e della possibilità che le cose socio-economiche possano andare in maniera molto diversa e migliore, si tenga conto che dobbiamo necessariamente parlare ad un “tutti” potenziale, con un livello medio di “comprensione” e/o di “accettazione” diverso dal nostro.

È certo una delle abilità dei grandi comunicatori quella di parlare ad un livello massimo di correttezza, terminologia e stile, non tanto “alto” però da far sì che la comunicazione non “arrivi”.

Veniamo al secondo punto, altresì importante, per il raggiungimento dello scopo comunicativo e del progetto politico.

Quella che ho chiamato “propositività costruttiva” richiede una necessaria attenzione, secondo me, per due aspetti fondamentali: il primo è la doverosa necessità di fornire soluzioni ai problemi e non limitarsi alla denuncia, il secondo aspetto riguarda l’intenzione che sta dietro la comunicazione, cosa si vuol veramente ottenere.

Se ci limitiamo a denunciare non facciamo altro che accodarci alla continua lamentela che imperversa sul web e nella comunicazione politica, che si conclude quasi sempre con qualche slogan ideologico/populista/autoritario funzionale, che lo si voglia o meno, al caos imperante o agli obiettivi di qualche parte politica.

L’aspetto dell’intenzione è per certi versi delicato: riguarda la “disposizione d’animo” di chi comunica, cosa vuol veramente ottenere o cosa di fatto ottiene, che ne sia consapevole o meno.

Qui si dimostra, come dicevo all’inizio, che i due aspetti della comunicazione in oggetto sono strettamente legati: in contesti di politica di opposizione rilevo spesso un sostanziale disinteresse da parte di chi scrive e parla per ciò che il ricevente la comunicazione è interessato a sentire, o è in grado di capire, o è in grado di “sopportare”.
Sembra che ad alcuni interessi solo denunciare in modo tale da suscitare rabbia, senza però bilanciare il messaggio con proposte costruttive.

La verità è che la “massa silente” e non partecipante e/o attenta alla vita politica è: a. troppo presa nella lotta alla sopravvivenza; b. indifferente perché delusa e convinta di non poter far nulla; c. paurosa del futuro e dei cambiamenti; d. talmente a corto di “energia vitale” da aver deciso che “è meglio non vedere e non sapere”; e. in qualche modo “complice” di una qualche parte del sistema da cui riceve lavoro o sostentamento.

Lo sforzo di comunicazione deve perciò essere: a. comprensibile, condivisibile ed “appetibile” ai più; b. fermo nella denuncia ma molto “sbilanciato” creativamente verso proposte positive; c. rassicurante sugli esiti e sulla gestione fattiva delle proposte.

In mancanza di questi fattori, a cui si aggiunge la mancanza di fondi, sponsor e visibilità, la comunicazione politica non avrà successo e si rischierà ogni volta di creare un soggetto politico soltanto “incazzato” ma facilmente attaccabile a livello dialettico, facile preda di pulsioni ideologico-autoritarie dagli esiti imprevisti, buono a solleticare la parte peggiore di noi a cui già non mancano certo “motivi” per alimentarsi, pronto ad implodere su se stesso per le divisioni e le diffidenze tipiche di chi si pasce nella rabbia.

Riflettete su questi argomenti, chi governa veramente il sistema li conosce benissimo.

 

 



 
   





Emiliano Catalucci

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Re:COMUNICAZIONE, CREATIVITÀ, CALMA E FIDUCIA: CON LA RABBIA IL SISTEMA NON SI CAMB
« Risposta #1 il: Settembre 06, 2017, 06:34:35 pm »
Concordo con la tua proposta, trovare soluzioni a problemi conosciuti è più difficile che denunciarli per scatenare sentimenti.

A premessa di tutto il tuo discorso, serve tracciare una linea guida per affrontare i singoli "problemi" identificati per elaborare risposte e soluzioni e per far questo, serve un gruppo di lavoro competente per ogni ambito.

Se dobbiamo trovare la competenza in noi stessi per proporre soluzioni ai problemi, non finiremo mai. Iniziamo a creare i gruppi di lavoro per "aree di interesse" ai quali chiedere le soluzioni ai problemi individuati. Se vogliamo realmente proporre qualcosa di nuovo, dobbiamo creare un movimento politico persistente formato da tecnici, competenti per materia e motivati dalla volontà di fare il bene della nazione e del popolo.

luigi intorcia

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Re:COMUNICAZIONE, CREATIVITÀ, CALMA E FIDUCIA: CON LA RABBIA IL SISTEMA NON SI CAMB
« Risposta #2 il: Settembre 06, 2017, 09:54:29 pm »
concordo con chi ha scritto quello che ha scritto.
Luigi

Nicola Bonazza

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Re:COMUNICAZIONE, CREATIVITÀ, CALMA E FIDUCIA: CON LA RABBIA IL SISTEMA NON SI CAMB
« Risposta #3 il: Settembre 09, 2017, 02:02:11 am »
Per la crescita ci vuole tempo e una pazienza da elefante.
L'unico suggerimento che mi sento di dare data la mia esperienza di divulgatore è questa, la massa deve essere sì informata, ma sopratutto formata.
Per quanto siano pronti a recepire devono essere accompagnati per mano per far comprendere loro il presente bisogna percorrere un po' di passato.
Un caro saluto

massimo franceschini

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Re:COMUNICAZIONE, CREATIVITÀ, CALMA E FIDUCIA: CON LA RABBIA IL SISTEMA NON SI CAMB
« Risposta #4 il: Settembre 12, 2017, 03:04:41 pm »
Sui tecnici condivido, a patto che il loro parere non sia superiore all'aspetto "politico-filosofico": il problema della politica e più in generale della cultura tutta è, nella modernità, proprio quello di aver rinunciato ai valori e demandato tutto ai tecnici, alla TECNICA: sappiamo benissimo chi è che detiene e determina le linee guida della tecnica e della ricerca, e purtroppo anche della "filosofia" della tecnica e della ricerca stesse.
Sul fatto che la "massa" debba essere "formata" si potrebbe aprire un dibattito enorme e dagli esiti non scontati.
Per quanto mi riguarda ho "risolto" tutto con il punto di vista che ogni essere umano è in grado di capire, a patto che lo voglia sinceramente, e che chi gli parla riesca a spiegare. Spesso si fallisce nello spiegare e nel progettare il percorso, che deve contenere delle "verità" oggettive, quindi immediatamente comprensibili, e delle prassi di pensiero praticabili da chi ci ascolta ed è interessato, per riuscire a ragionare con la sua testa. Sarà così dalla nostra parte.